Quando percorriamo i corridoi del supermercato alla ricerca di uno spuntino pratico per i nostri figli, ci imbattiamo spesso in confezioni colorate che sembrano gridare “salute” da ogni angolo. Bollini verdi, simboli rassicuranti, claim che promettono energia naturale e benessere. Ma quanto possiamo fidarci di questi messaggi visivi che decorano le barrette energetiche destinate ai più piccoli?
Il linguaggio silenzioso dei simboli sulla confezione
I produttori lo sanno bene: abbiamo poco tempo per fare la spesa e le nostre scelte sono fortemente influenzate da ciò che vediamo a colpo d’occhio. Un bollino verde, una foglia stilizzata, la parola “naturale” in grande evidenza possono bastare per convincerci che stiamo facendo la scelta giusta per la merenda dei bambini. Questa comunicazione visiva rappresenta uno strumento potentissimo, capace di bypassare il nostro senso critico in pochi secondi.
Le barrette energetiche per bambini sfruttano questo meccanismo più di altri prodotti. Spesso troviamo riferimenti a vitamine aggiunte, cereali integrali, assenza di coloranti artificiali. Tutti elementi che, presi singolarmente, potrebbero anche essere veritieri. Il problema nasce quando questi messaggi positivi offuscano la realtà nutrizionale complessiva del prodotto.
Cosa si nasconde dietro i claim salutistici
Un claim come “con vitamine del gruppo B” o “fonte di energia” non racconta tutta la storia. Dietro queste affermazioni tecnicamente corrette può celarsi una composizione nutrizionale tutt’altro che equilibrata. Le vitamine aggiunte, per esempio, rappresentano spesso una minima percentuale del prodotto, mentre la base rimane costituita da ingredienti meno nobili.
Il concetto di “energia” merita un’attenzione particolare. Tecnicamente, qualsiasi alimento fornisce energia sotto forma di calorie. Ma quando parliamo di bambini, l’energia dovrebbe provenire da fonti bilanciate, non da picchi glicemici generati da quantità eccessive di zuccheri semplici che provocano rapidi innalzamenti e successivi crolli dei livelli energetici.
La questione degli zuccheri mascherati
Qui entriamo nel cuore del problema. Secondo uno studio della BBC, molte barrette contengono quantità zuccheri eccessive che superano abbondantemente le raccomandazioni internazionali. L’OMS suggerisce meno del 10% zuccheri liberi dell’apporto energetico totale giornaliero, ma molti di questi prodotti ne contengono ben di più.
Ma come fanno questi prodotti ad apparire così salutari? La risposta sta nella frammentazione degli ingredienti e nell’uso di diverse tipologie di dolcificanti. Nella lista degli ingredienti potremmo trovare separatamente: sciroppo di glucosio, zucchero, miele, sciroppo di fruttosio, destrosio. Ognuno preso singolarmente non occupa le prime posizioni, ma sommati rappresentano la maggior parte della composizione.
Gli additivi che non ti aspetti
Anche quando un bollino dichiara orgogliosamente “senza coloranti artificiali”, questo non significa che il prodotto sia privo di additivi. Emulsionanti, stabilizzanti, aromatizzanti e conservanti possono essere presenti in quantità significative per garantire la morbidezza, la conservabilità e il gusto del prodotto.

Alcuni di questi additivi sono perfettamente legali e considerati sicuri entro determinati limiti, ma la loro presenza massiccia in prodotti destinati a un consumo frequente da parte dei bambini solleva interrogativi legittimi. Il fatto che siano autorizzati non li rende automaticamente desiderabili nell’alimentazione quotidiana dei più piccoli.
Come leggere oltre i bollini
La tutela dei consumatori passa inevitabilmente attraverso la capacità di andare oltre la superficie. Quando vi trovate davanti a questi prodotti, il primo consiglio è di ignorare temporaneamente il fronte della confezione e andare direttamente alla tabella nutrizionale sul retro. Verificate i grammi di zuccheri per porzione e confrontateli con il peso totale della barretta. Controllate la lista ingredienti cercando tutte le forme di zucchero presenti, spesso nascoste sotto nomi diversi.
Un altro esercizio utile consiste nel calcolare quante barrette servirebbero per raggiungere la dose giornaliera raccomandata della vitamina o del minerale pubblicizzato. Spesso scoprirete che ne servirebbero quantità assurde, rendendo quel claim praticamente insignificante. Confrontate sempre con alternative più semplici come frutta secca, frutta fresca o yogurt naturale.
Il paradosso della praticitÃ
Non possiamo negare che le barrette rappresentino una soluzione comoda per genitori sempre di corsa. Il punto non è demonizzare questi prodotti in assoluto, ma riconoscerne la vera natura: si tratta di alimenti ultra-processati che possono trovare spazio in un’alimentazione varia come consumo occasionale, non come spuntino quotidiano spacciato per salutare.
La vera praticità dovrebbe coincidere con scelte che non compromettano la salute dei nostri figli. Esistono alternative altrettanto veloci da preparare o acquistare che non necessitano di bollini rassicuranti perché la loro genuinità è evidente dalla composizione stessa. Una mela, una manciata di noci, uno yogurt bianco con frutta fresca richiedono lo stesso tempo ma offrono un profilo nutrizionale incomparabilmente superiore.
Responsabilità condivisa
Le normative europee stabiliscono regole precise sui claim nutrizionali e salutistici, ma le maglie interpretative rimangono abbastanza larghe da permettere comunicazioni che, pur rispettando la lettera della legge, possono risultare fuorvianti nello spirito. Un prodotto può legalmente vantare un bollino positivo per una singola caratteristica mentre presenta criticità su altri fronti nutrizionali.
Come consumatori, abbiamo il diritto di pretendere trasparenza, ma anche il dovere di informarci adeguatamente. I nostri figli meritano scelte alimentari consapevoli, non guidate da strategie di marketing per quanto sofisticate. La prossima volta che un bollino verde o un claim accattivante catturano la vostra attenzione, ricordate che la verità nutrizionale si trova pochi centimetri più in là , scritta in caratteri più piccoli ma infinitamente più onesti.
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