Mortadella al supermercato: quello che l’etichetta non ti dice e che ti farà cambiare modo di comprare

Quando acquistiamo la mortadella al banco gastronomia o nel reparto salumi confezionati, la maggior parte di noi la considera un prodotto inequivocabilmente italiano. D’altronde, parliamo di uno dei simboli più riconoscibili della nostra tradizione gastronomica, un insaccato che affonda le radici nella cultura culinaria emiliana e che ha conquistato le tavole di tutto il mondo. Eppure, dietro quella fetta rosa punteggiata di cubetti di lardo si nasconde una realtà che pochi consumatori conoscono e che merita la massima attenzione.

La differenza tra “prodotto in Italia” e “fatto con carne italiana”

Il nodo centrale della questione riguarda l’origine della materia prima. Molti consumatori restano sorpresi nello scoprire che la mortadella venduta nei supermercati italiani può contenere carne suina proveniente da allevamenti esteri, talvolta situati persino al di fuori dei confini dell’Unione Europea. Il processo di trasformazione avviene nel nostro Paese, ed è proprio questo che consente ai produttori di utilizzare la dicitura “prodotto in Italia” o “trasformato in Italia” sull’etichetta.

Si tratta di una precisazione tecnica perfettamente legale, ma che genera un equivoco sostanziale nella mente del consumatore: leggere quella scritta induce a pensare che anche la carne utilizzata sia di origine italiana, quando invece potrebbe arrivare da Paesi dell’Europa dell’Est, dalla Danimarca, dai Paesi Bassi o addirittura dal Sud America o dalla Cina. La trasformazione sul territorio nazionale è sufficiente per quella dicitura, ma non racconta tutta la storia.

Come orientarsi tra le etichette: cosa cercare davvero

Per fare scelte consapevoli, occorre sviluppare una capacità di lettura critica delle informazioni riportate sulle confezioni. L’etichetta rappresenta il principale strumento di comunicazione tra produttore e consumatore, ma bisogna saperla interpretare correttamente.

Verificate sempre l’origine della carne suina: dal 26 maggio 2022 obbligatorio indicare la provenienza della materia prima nei prodotti a base di carne suina trasformata, con indicazioni come “Origine della carne suina: allevata in X e macellata in Y”. Cercate voci come “allevato in” e “macellato in” per capire davvero da dove proviene quello che state acquistando.

Fate attenzione alla distinzione tra luogo di trasformazione e origine: se trovate solo “prodotto in Italia” senza altre specificazioni sull’origine della carne, è probabile che la materia prima sia estera. La presenza di denominazioni protette come la Mortadella Bologna IGP garantisce disciplinari precisi sulla produzione, con uso esclusivo di carne suina selezionata, ma senza obbligo specifico di origine italiana per la carne.

Diffidate delle diciture vaghe o generiche: formule come “secondo tradizione italiana” o “lavorato in Italia” non dicono nulla sulla provenienza effettiva degli ingredienti e servono principalmente a creare un’associazione mentale con il nostro Paese.

Perché l’origine della carne conta davvero

Alcuni potrebbero chiedersi se la provenienza della materia prima faccia davvero differenza, considerando che tutti i prodotti in commercio devono rispettare gli standard di sicurezza alimentare europei. La questione, però, va ben oltre l’aspetto sanitario e tocca dimensioni economiche, ambientali ed etiche che meritano considerazione.

Gli allevamenti suini operano secondo normative che variano significativamente da Paese a Paese. Le condizioni di benessere animale, l’uso di antibiotici, i protocolli veterinari e i sistemi di controllo possono differire sostanzialmente tra un allevamento italiano e uno situato in Paesi con legislazioni meno stringenti. Quando acquistiamo consapevolmente prodotti con carne di origine nazionale, sosteniamo un sistema produttivo che deve rispondere a vincoli più rigidi in termini di tutela ambientale e benessere animale.

L’impatto sulla filiera produttiva nazionale

La preferenza inconsapevole verso prodotti che mascherano l’origine estera della carne ha conseguenze dirette sugli allevatori italiani. Il settore suinicolo nazionale affronta da anni una concorrenza basata principalmente sul prezzo, che penalizza chi investe in qualità, tracciabilità e sostenibilità. Ogni volta che un consumatore sceglie inconsapevolmente un prodotto con carne estera credendolo italiano, contribuisce involontariamente a indebolire una filiera che potrebbe garantire maggiore controllo e trasparenza.

Strategie pratiche per un acquisto consapevole

Diventare consumatori informati non richiede competenze tecniche particolari, ma semplicemente l’abitudine a dedicare qualche secondo in più alla lettura delle etichette. Al banco gastronomia, non esitate a chiedere al personale informazioni sull’origine della carne: i rivenditori hanno l’obbligo di fornire queste informazioni ai clienti che le richiedono.

Per i prodotti confezionati, prendete l’abitudine di girare la confezione e cercare la tabella con le indicazioni sull’origine. Se le informazioni vi sembrano poco chiare o volutamente ambigue, quella può essere già un’indicazione utile per orientare diversamente la vostra scelta. Ricordate che la trasparenza non costa nulla a chi non ha nulla da nascondere.

Il valore della scelta informata

La mortadella rimane un prodotto eccellente della nostra tradizione gastronomica, ma merita di essere acquistata con piena consapevolezza. Non si tratta di demonizzare i prodotti che utilizzano carne estera, quanto piuttosto di pretendere chiarezza per poter scegliere liberamente secondo i propri valori e le proprie priorità. Chi preferisce sostenere la filiera nazionale deve poterlo fare, così come chi privilegia il prezzo ha diritto di conoscere le ragioni di quella convenienza.

La tutela del consumatore passa attraverso l’informazione e la capacità di decodificare i messaggi che il mercato ci trasmette. Solo così possiamo trasformare ogni acquisto in un gesto consapevole, capace di orientare il mercato verso maggiore trasparenza e qualità. La prossima volta che vi trovate davanti al banco dei salumi, saprete quali domande porre e quali dettagli verificare per fare una scelta davvero informata.

Quando compri mortadella verifichi da dove viene la carne?
Sempre leggo tutto
A volte se ho tempo
Mai pensavo fosse italiana
Chiedo al banco gastronomia
Non sapevo si potesse verificare

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