Vedere i propri nipoti con gli occhi incollati allo schermo del telefono, scrollare senza sosta feed infiniti di video e immagini, rispondere a notifiche che sembrano non finire mai. Se sei una nonna che osserva questa scena quotidianamente, è normale sentire un misto di preoccupazione e impotenza. Il mondo digitale ha stravolto il modo in cui i giovani comunicano e costruiscono relazioni, e per chi è cresciuto in un’epoca completamente diversa, capire questo universo può sembrare una sfida insormontabile. Eppure, trovare un modo per dialogare su questi temi senza creare muri è possibile, e più importante di quanto pensi.
Curiosità prima di tutto: entra nel loro mondo
La prima reazione istintiva è spesso quella di criticare: “Stai sempre al telefono”, “Questi social sono una perdita di tempo”. Ma fermarti un attimo e riflettere può cambiare tutto. I social media non sono semplici passatempi per i giovani: sono luoghi dove costruiscono la propria identità , mantengono amicizie, si informano e si esprimono. In Italia, oltre il 42% delle persone li usa abitualmente, e tra i ragazzi tra 18 e 24 anni questa percentuale schizza al 78%. Ignorare questa realtà significa ignorare una parte fondamentale della loro vita.
Invece di giudicare, prova a chiedere. Con genuina curiosità , domanda ai tuoi nipoti cosa guardano, quali contenuti li appassionano, perché passano tempo su una piattaforma piuttosto che un’altra. Mostrare interesse autentico per il loro mondo digitale non solo ti aiuta a capire, ma comunica rispetto. E il rispetto è la base di qualsiasi conversazione che vuoi affrontare in futuro, anche quelle più delicate sui rischi e sui pericoli.
I pericoli esistono, ed è giusto conoscerli
Le tue preoccupazioni non sono campate in aria. Gli studi recenti rilevano correlazioni tra uso eccessivo di social media e problemi psicologici come ansia e sintomi depressivi nei giovani. L’uso serale di queste piattaforme può disturbare il sonno, riducendo le ore di riposo profondo fino al 20%. Le immagini perfette e ritoccate che invadono Instagram e TikTok possono distorcere la percezione che i ragazzi hanno del proprio corpo, aumentando l’insoddisfazione fino al 25%.
Ma attenzione: non è la tecnologia in sé il problema, ma il modo in cui viene usata. Ci sono rischi specifici che vale la pena conoscere per poterne parlare con cognizione di causa. La permanenza digitale, per esempio: molti giovani non realizzano che una foto o un commento condiviso oggi può riemergere anni dopo, magari durante un colloquio di lavoro. Oppure il phishing emotivo, tecniche sempre più sofisticate che manipolano le emozioni per rubare dati personali. E poi ci sono le camere dell’eco, quegli algoritmi che mostrano solo contenuti in linea con le proprie idee, creando una visione distorta della realtà . Infine, il confronto sociale costante: vedere continuamente vite apparentemente perfette alimenta un senso di inadeguatezza difficile da gestire.
Come costruire un dialogo che funzioni davvero
Il segreto per superare il divario generazionale sta nell’approccio. Proponi uno scambio: i tuoi nipoti ti insegnano come funzionano i social, tu condividi con loro la tua esperienza di vita che può aiutarli a contestualizzare ciò che vivono online. Questo scambio bidirezionale elimina quella sensazione di predica che i giovani adulti detestano istintivamente.
Quando chiedi sinceramente di capire come funziona un filtro, cosa significa un hashtag o perché una certa app è così popolare, stai aprendo porte che altrimenti resterebbero chiuse. Non devi diventare un’esperta, devi solo mostrare che ti interessa il loro mondo.
Le domande giuste al momento giusto
Invece di dire “Stai troppo tempo al telefono”, prova con “Come ti senti dopo aver passato un’ora su TikTok?”. Oppure “Hai mai notato se certi contenuti influenzano il tuo umore?”. Queste domande aperte stimolano la riflessione senza creare barriere difensive. Studi dimostrano che l’automonitoraggio guidato riduce il tempo sui social del 20-30% e migliora il benessere psicologico molto più dei divieti imposti dall’alto.

I giovani che riflettono autonomamente sui propri comportamenti digitali sviluppano maggiore consapevolezza rispetto a chi subisce imposizioni. Il tuo ruolo non è quello di controllore, ma di facilitatore di questa consapevolezza.
Diventa un’alleata, non una censora
Anche se sembrano sicuri di sé, i giovani adulti spesso si sentono confusi rispetto alle dinamiche online. Una nonna che si posiziona come alleata diventa una risorsa preziosa. Puoi condividere articoli interessanti sulla privacy digitale, documentari sul funzionamento degli algoritmi, creare occasioni per conversazioni naturali su questi temi.
Particolarmente efficace è l’approccio narrativo: raccontare storie vere di persone che hanno subìto conseguenze da comportamenti online irresponsabili ha un impatto maggiore rispetto a divieti astratti. Le narrazioni attivano l’empatia e rendono i messaggi più memorabili del 22% rispetto ai semplici fatti. Una storia ben raccontata vale più di cento prediche.
Crea alternative che abbiano senso
La migliore strategia per affrontare l’uso problematico dei social non è combatterli, ma offrire alternative attraenti. Proponi attività condivise che regalino soddisfazioni immediate: cucinare insieme una ricetta di famiglia, visitare un luogo che ha un significato per voi, dedicarvi a un progetto creativo manuale.
Non si tratta di competere con la tecnologia, ma di ricordare ai nipoti che esistono piaceri diversi, tangibili, che lasciano tracce nella memoria in modo differente. Questi momenti diventano ancore di realtà in un mondo sempre più virtuale, punti fermi a cui tornare quando lo schermo diventa troppo invasivo.
Riconosci i tuoi limiti con serenitÃ
È fondamentale accettare che i giovani adulti stanno costruendo la propria autonomia. Non puoi e non devi controllare ogni aspetto della loro vita digitale. Il tuo ruolo più prezioso è offrire uno spazio sicuro dove dubbi e preoccupazioni possano emergere senza timore di giudizi o punizioni.
Le relazioni tra generazioni funzionano meglio quando ciascuno riconosce competenze diverse ma complementari: i giovani conoscono gli strumenti digitali, tu possiedi la saggezza per contestualizzarli. Questa complementarità , se valorizzata, genera dialoghi ricchi per entrambe le parti. La tecnologia continuerà a evolversi rapidamente, ma i bisogni umani fondamentali restano gli stessi: essere ascoltati, sentirsi compresi, ricevere guida senza imposizione. Se padroneggi quest’arte, hai già tutti gli strumenti per accompagnare i tuoi nipoti verso un uso più consapevole del mondo digitale.
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