La Giordania low cost esiste davvero: Ajloun a febbraio ti sorprende con boschi verdi e temperature perfette per camminare

Mentre la maggior parte dei viaggiatori si dirige verso Petra e Wadi Rum, Ajloun si nasconde tra le colline verdi del nord della Giordania, offrendo un’esperienza autentica lontana dalle rotte turistiche più battute. Febbraio rappresenta il momento ideale per scoprire questa gemma nascosta: le temperature miti oscillano tra i 10 e i 15 gradi, le piogge invernali hanno trasformato il paesaggio in un mosaico di sfumature verdi, e i sentieri escursionistici sono percorribili senza il caldo opprimente dei mesi estivi. Viaggiare da soli ad Ajloun significa immergersi in un territorio dove il ritmo rallenta naturalmente, dove le foreste di querce e pini sostituiscono i deserti stereotipati della Giordania, e dove ogni incontro con la popolazione locale diventa un’opportunità di scambio autentico.

Perché Ajloun a febbraio è una scelta vincente

La stagione invernale giordana regala ad Ajloun un aspetto completamente diverso dal resto del paese. Mentre le zone desertiche restano aride, questa provincia montuosa si veste di una vegetazione rigogliosa che ricorda più i paesaggi mediterranei che quelli medio-orientali. I prezzi dei trasporti e degli alloggi rimangono contenuti rispetto all’alta stagione primaverile, e la scarsa affluenza turistica permette di vivere esperienze più intime e personali. Viaggiare in solitaria in questo periodo significa anche poter modificare i propri piani senza vincoli, adattandosi al clima variabile e alle scoperte improvvise lungo il percorso.

Il castello di Ajloun: fortezza tra le nuvole

Il Qal’at Ar-Rabad, l’imponente castello che domina la regione, costituisce il punto di partenza imprescindibile per comprendere l’area. Costruito nel XII secolo per contrastare le crociate, questa fortezza si erge a 1.250 metri di altitudine, offrendo panorami mozzafiato sulle vallate sottostanti. Il biglietto d’ingresso costa circa 3 euro, un prezzo irrisorio considerando la possibilità di esplorare torri, corridoi e sale che raccontano secoli di storia militare islamica.

A febbraio, le nebbie mattutine avvolgono spesso le mura del castello, creando un’atmosfera quasi mistica che si dissolve gradualmente con l’avanzare della giornata. Arrivare all’apertura, intorno alle 8 del mattino, significa godersi la fortezza praticamente in solitudine, fotografare gli archi gotici senza turisti di mezzo, e osservare il sole che sorge sulla valle del Giordano in lontananza.

Trekking nella Riserva Naturale di Ajloun

La Ajloun Forest Reserve rappresenta uno dei segreti meglio custoditi della Giordania. Questa area protetta di circa 13 chilometri quadrati ospita sentieri che attraversano boschi di querce, strawberry trees e pistacchi selvatici. L’ingresso costa circa 8 euro e include l’accesso a tutti i percorsi escursionistici.

Il sentiero circolare principale, lungo circa 8 chilometri, può essere completato in 3-4 ore e offre avvistamenti di caprioli, volpi e una varietà impressionante di uccelli migratori che proprio a febbraio sostano nella regione. Camminare da soli in questi boschi silenziosi permette di entrare in sintonia con un ritmo naturale raramente sperimentabile nei contesti urbani, e la solitudine diventa compagna di scoperta piuttosto che elemento di isolamento.

Consigli pratici per il trekking

  • Porta sempre uno strato impermeabile: le piogge a febbraio sono frequenti anche se brevi
  • Le scarpe da trekking sono essenziali, i sentieri possono essere fangosi
  • Riempi la borraccia prima di partire: le fontane lungo i percorsi sono limitate
  • Inizia le escursioni entro le 9 del mattino per sfruttare al meglio la luce diurna

Villaggi e incontri autentici

I piccoli villaggi attorno ad Ajloun vivono ancora secondo tradizioni agricole secolari. Orjan, Rasoun e Ayn Janna sono insediamenti dove il tempo sembra essersi fermato, con case in pietra arroccate sui pendii e orti terrazzati coltivati a olivi. Viaggiando da soli, risulta più facile instaurare conversazioni spontanee con gli abitanti, molti dei quali parlano un inglese scolastico e sono curiosi di condividere storie con i rari visitatori stranieri.

Febbraio coincide con la potatura degli ulivi, e non è raro essere invitati a osservare o persino partecipare a questa attività agricola tradizionale. Queste interazioni non programmate costituiscono spesso i ricordi più preziosi di un viaggio in solitaria, momenti di umanità condivisa che nessuna guida turistica potrebbe mai organizzare.

Muoversi ad Ajloun senza spendere una fortuna

Raggiungere Ajloun da Amman è sorprendentemente economico. I minibus pubblici partono dalla stazione di Tabarbour e costano circa 1,50 euro per un tragitto di un’ora e mezza. La frequenza è buona durante la mattina, mentre nel pomeriggio le corse si diradano. Viaggiare con i mezzi locali offre anche l’opportunità di osservare la vita quotidiana giordana, ascoltare conversazioni in arabo e condividere lo spazio con studenti, lavoratori e commercianti.

Una volta ad Ajloun, spostarsi tra i vari punti di interesse richiede un po’ di creatività. I taxi locali praticano tariffe ragionevoli (5-7 euro per tratte brevi) e possono essere condivisi con altri passeggeri per ridurre ulteriormente i costi. In alternativa, noleggiare una bicicletta presso alcune strutture ricettive costa circa 8-10 euro al giorno e permette di esplorare le strade secondarie con totale libertà.

Dormire spendendo poco

L’offerta ricettiva di Ajloun privilegia la qualità all’ostentazione. Esistono numerose guesthouse a conduzione familiare dove una camera singola costa tra i 15 e i 25 euro a notte, colazione inclusa. Queste sistemazioni offrono spesso più di un semplice letto: conversazioni serali con i proprietari, consigli su sentieri poco conosciuti, e la possibilità di assaggiare cucina casalinga autentica.

Per chi cerca un’esperienza ancora più economica, la riserva naturale dispone di un’area camping attrezzata dove piantare la tenda costa circa 5 euro a notte. Febbraio richiede un sacco a pelo adeguato alle temperature notturne che possono scendere verso i 5 gradi, ma svegliarsi circondati dal canto degli uccelli in una foresta giordana è un’esperienza che vale qualche grado in meno.

Cosa e dove mangiare risparmiando

La cucina di Ajloun rispecchia le tradizioni rurali giordane, con piatti sostanziosi a base di verdure, legumi e pane fatto in casa. I piccoli ristoranti locali servono mensaf, maqluba e falafel freschissimi a prezzi che oscillano tra i 3 e i 6 euro per un pasto completo. Mangiare negli stessi locali frequentati dai residenti garantisce non solo risparmio ma anche autenticità.

Il mercato settimanale del giovedì mattina rappresenta un’occasione eccellente per acquistare prodotti locali: olive, formaggio di capra, pane appena sfornato e frutta di stagione a prezzi irrisori. Assemblare un picnic con questi ingredienti e consumarlo con vista sulle vallate costa pochi euro e offre un’esperienza gastronomica memorabile.

Rispetto e connessione culturale

Viaggiare da soli ad Ajloun richiede una dose maggiore di sensibilità culturale rispetto alle destinazioni più turistiche. La popolazione locale è accogliente ma conservatrice, e vestirsi con rispetto (evitando pantaloncini corti e canottiere) facilita le interazioni positive. Le donne che viaggiano sole dovrebbero considerare di portare con sé uno scialle leggero per coprire le spalle quando necessario.

Imparare alcune frasi base in arabo – “shukran” (grazie), “marhaba” (ciao), “min fadlak” (per favore) – apre porte e sorrisi. La popolazione di Ajloun incontra così pochi turisti stranieri che ogni piccolo sforzo linguistico viene apprezzato enormemente, trasformando semplici transazioni in momenti di connessione umana genuina.

Ajloun a febbraio offre quella rara combinazione di bellezza naturale, patrimonio storico, autenticità culturale e accessibilità economica. Per chi viaggia da solo, rappresenta l’opportunità di testare le proprie capacità di adattamento in un contesto non ovvio, di rallentare il ritmo fino a sincronizzarlo con quello delle foreste e dei villaggi montani, e di scoprire una Giordania che pochi conoscono. Tra nebbie mattutine sul castello, sentieri fangosi tra le querce e conversazioni improvvisate con pastori e agricoltori, questa provincia verde regala un’esperienza di viaggio che si misura non in attrazioni visitate ma in momenti vissuti pienamente.

Quale esperienza di Ajloun a febbraio ti attira di più?
Castello avvolto nella nebbia mattutina
Trekking solitario tra querce e pini
Potatura ulivi con gli abitanti
Campeggio a 5 gradi nella foresta
Picnic con formaggi di capra locali

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